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giovedì 19 agosto 2021

Museo del Bottone Santarcangelo & Museo de botones Destro

11 Agosto 2021. Oggi è venuta a Santarcangelo la creatrice del Museo del Bottone Destro di Panama, (Museo de botones Destro - https://www.museobotonespanama.com/) con sorella ed un figlio. Siamo stati ricevuti dal Sindaco Alice Parma che ha ascoltato quanto l’ospite Amanda Destro ha raccontato del suo Museo. Abbiamo fatto le fotografie con il cambio dei doni fra i due Musei.

Visita al Museo del Bottone poi pranzo al Ristorante Lazaroun di Santarcangelo. È stato un bellissimo incontro durante il quale ci siamo scambiati oltre i doni anche le nostra esperienze.

Il Museo del bottone aveva già un quadro al Museo Destro da diversi anni. Il mio dono di oggi è un quadro di bottoni anni 1970 con le firme degli stilisti famosissimi di allora.

Due quadri con l’immagine di Papa Francesco con l’immagine dei bottoni che Papa Francesco ci ha mandato.

https://www.facebook.com/museobotones/posts/2914819405459557

Una bellissima esperienza con delle persone amante dei bottoni. Queste esperienze sono eccezionali sotto l’aspetto culturale e storico.

Faccio presente che una esperienza del genere è stata fatta con Mirta Palandri che ha creato il Museo del Bottone in Patagonia e una sala è stata intestata a Giorgio Gallavotti.

Giorgio Gallavotti


MUSEO DEL BOTTONE - SANTARCANGELO DI ROMAGNA

Telefono +39 339 34 83 150 

Mail giorgio35@teletu.it

Profilo facebook personale: https://www.facebook.com/giorgio.gallavotti

Pagina facebook pubblica: https://www.facebook.com/MuseoDelBottone

Sito: https://marcogore62.wixsite.com/museodelbottone

Blog: http://ibottonialmuseo.blogspot.it/

lunedì 10 ottobre 2016

VIII Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

Il 7 e 8 ottobre 2016 a Calimera (Lecce) si è svolto l’ottavo convegno del APM ( ass. Naz. Piccoli Musei ) di cui io sono stato un fondatore. Anche questa volta sono stato chiamato a portare il saluto a nome dei Piccoli Musei a tutti i convenuti. Poi ho avuto 15 minuti per parlare del Museo del Bottone. Tantissimi applausi, complimenti e congratulazioni. Una importante vetrina con tanta pubblicità per Santarcangelo. Molti hanno manifestato il loro desiderio di venire a vedere il Museo del Bottone. Un convegno con tantissimi delegati da tutta Italia, che hanno riempito la sala di oltre 200 posti.
Molti commenti sugli interventi da antologia. Qualcuno su facebook ha scritto: “…….È vero sembra che vi siano tanti piccoli ruscelli, che entrano nel grande fiume della storia, che sono i Piccoli Musei di dimensioni, ma grandi custodi di storia, arte, cultura, di costume e di moda per l'umanità……”
Intanto al Museo del Bottone gli avvenimenti e le conquiste non mancano. Due soprattutto molto importanti ed interessanti. La prima è che finalmente anche in Giappone si parla e si scrive del Museo del Bottone. Un stupendo post in giapponese, con traduzione in italiano, con già tanti commenti.
Il link http://ibottonialmuseo.blogspot.it/2016/09/giappone.html
Ora abbiamo le referenze del Museo, da consegnare ai visitatori, anche in giapponese oltre a quelle di altre 12 nazioni. Alcune, in Cinese, Russo, Bulgaro, Turco, Portoghese per il Brasile, Inglese per l'Australia, spagnolo per l'Argentina e via di seguito. Presto avremo anche le referenze del Museo in lingua hindi, India.
Non dobbiamo dimenticare che sul libro delle firme abbiamo 144 nazioni su 196 che esistono nel mondo ed i bottoni di 50 nazioni da tutti i continenti più due arrivati dallo spazio, inviati dalla Cristoforetti e da Parmitano, gli astronauti italiani, con i documenti per l’autenticità. Questi bottoni sono gettonatissimi da tutti i visitatori.
Su internet quasi tutte le settimane vi sono post sui blog dei visitatori, poi postati su facebook, uno fra i tanti meraviglioso: http://ibottonialmuseo.blogspot.it/2016/09/viaticum-immersa-in-un-profondo-viaggio.html
Naturalmente le dediche di gradimento sul libro delle firme sono tantissime Ecco a voi due delle ultime.
La cultura ci può ancora salvare. Viva l’impegno e la passione
Il Museo del Bottone ??? Stai scherzando !? Entri e vieni travolto: passione, storia e tradizione … Grazie per questo patrimonio.
Si ringrazia per l’attenzione con cordialità e simpatia
Giorgio Gallavotti

martedì 3 maggio 2016

VII Convegno nazionale dei piccoli musei

Buon giorno a tutti mi chiamo Giorgio Gallavotti. Sono il Direttore e Fondatore del Museo del Bottone di Santarcangelo di Romagna
Ringrazio il Presidente prof. Giancarlo Dall’Ara per avermi invitato a questo settimo Convegno Nazionale, per portare il saluto dell’ Associazione Nazionale dei Piccoli Musei a tutti i partecipanti. Un grazie di cuore a tutti voi 
Il Convegno è stato organizzato da la APM, unitamente al Coordinamento del Veneto della nostra Associazione,  nelle persone di Simonetta Pirredda, di Stefan Marchioro e dall’Amministrazione del Comune di Monselice, che ringraziamo per il loro impegno. Un particolare ringraziamento va all’Assessore alla Cultura dott. Gianni Mamprin, che ha accolto con entusiasmo la proposta della APM di ospitare a Monselice, il VII Convegno nazionale.
L’Associazione culturale Reitia si è occupata della segreteria organizzativa del Convegno, nonché dell’ideazione e realizzazione del materiale di comunicazione. 
Ha inoltre supportato l’APM nelle attività di comunicazione sui social network. Grazie di tutto cuore a tutti.
Ho partecipato a tutti i convegni dell’Associazione, il primo a Castenaso Bologna nel 2010. E’ strabiliante notare come l’Associazione ed i Convegni si sono trasformati da un piccolo gruppetto di Musei in cerca di strade per emergere.
Oggi possiamo dire che abbiamo raggiunto un livello di conoscenza della associazione sia nazionale sia internazionale. Gli ultime eventi tutti del 2016,  dove  l’APM e stata coinvolta, sono la dimostrazione di quanto ho affermato e sono anche  la dimostrazione di quanta strada ha fatto e quanti Musei sono arrivati alla ribalta nazionale ed internazionale. 
La televisione  nazionale TV2000 del Vaticano nel programma SIAMONOI  in gennaio ha fatto conoscere agli italiani la nostra associazione tramite le interviste in diretta alla Prof.ssa Valeria Mulacciani, che rappresentava l’Associazione. A Rino Lombardi inventore ed in rappresentanza del Museo della Bora di Trieste ed il sottoscritto Giorgio Gallavotti.  In oltre vi sono stati collegamenti con altri Musei. Stando hai commenti su facebook ed altri canali televisivi  ci siamo fatti onore  ed abbiamo fatto capire che i Piccoli Musei sono grandi Musei. Sono radicati sul territorio e diventano la Memoria della Storia.
A marzo a Radio Rai Uno, nel programma La Radio Ne Parla, Giancarlo Dall'Ara, assieme a Livia Cornaggia (del Museo Tattile Varese) e Rino Lombardi (del Museo della Bora) hanno avuto l'occasione di presentare il valore e l'importanza dei piccoli musei d'Italia. Un grazie a Radio Rai Uno 
In aprile  è finita la settimana  del #MuseumWeek, dove i piccoli musei italiani si sono fatti onore. Dall’’agenzia Ansa:   Sono stati 3.500, di cui 355 solo in Italia, i musei e gli enti culturali in tutto il mondo che hanno preso parte alla terza #MuseumWeek. La settimana che Twitter dedica all'arte e alla cultura ha registrato una partecipazione crescente di musei e pubblico: ha generato oltre 664 mila tweet, visti oltre 294 milioni di volte. Cinque Piccoli Musei italiani nei primi 10 con un primo e secondo posto
I poli museali italiani, hanno dimostrato durante la #MuseumWeek, con strategie comunicative al passo con i tempi, in grado di raggiungere – e superare – i numeri di istituzioni indiscusse come il Louvre, il MoMA e il Prado di Madrid. “
In sette anni abbiamo fatto passi da gigante. Perché ?
Dall’ Ara ha scritto “La piccola dimensione è un valore. Un museo è accogliente se dà valore a chi lo visita. Un piccolo museo può farlo!... La piccola dimensione permette una maggior cura dei dettagli” Possiamo contare anche in  internet su uno spazio tutto nostro  grazie al Magazine MediterraneoAntico che ha dedicato un’area esclusivamente per noi. 
Altra novità è l’accordo che abbiamo stipulato con la testata di arte e cultura Artribune, ora nostro partner editoriale, in base al quale cercherà di dare ancora più risalto alle iniziative dei musei e alla nostra associazione grazie ad alcune rubriche. 
E’ stata fatta  una  Convenzione con la SIAE, è attiva.   L’attività della Associazione non si è limitata solo ai Convegni ma è attiva tutto l’anno sui social networks .
Siamo una Associazione viva, in movimento e combattiva perché siamo consapevoli del valore sociale e culturale che i  Piccoli Musei portano nel campo della cultura museale con un nuovo modo di accogliere i visitatori.
Dall’Ara  ha sottolineato appunti essenziali per l’Associazione e per i Piccoli Musei, “dove  emerge la grande differenza fra piccoli Musei e grandi Musei danneggiando i Piccoli Musei, i quali danno un contributo specifico al processo di sviluppo del sistema museale italiano e rivendicano un posto adeguato nello scenario dei Musei nazionali”. Ed aggiunge  Senza passione non si può gestire un museo e senza passione, un Piccolo Museo non ha futuro”.
Che vuol dire accoglienza: i visitatori sono ospiti e le visite  devono essere guidate con passione.
L’ APM ringrazia di cuore tutti voi che avete partecipato a questo 7° convegno con gli auguri di tanti successi per i vostri musei. 

Ora vi parlo del Museo del Bottone di Santarcangelo di Romagna.
Il Museo ha un buon successo in Italia e nel Mondo. In otto anni di attività fissa abbiamo avuto 340.000
visitatori e nel 2014 abbiamo toccato i 54.000. Sul libro delle firme vi sono 141 nazioni straniere, in mostra bottoni di 48 nazioni, il 65% dei visitatori sono stranieri. Al Museo vi sono fogli illustrativi in 11 lingue straniere, fra le altre tradizionali vi sono informazioni in turco, bulgaro, cinese e russo.
E’ un Museo privato e gestito da una associazione ASP ( Ass. servizio persona ) no profit e regolarmente registrata nel libro provinciale  delle ASP. L’ingresso al Museo è a offerta libera alla fine della visita, con guida gratuita. Non è riconosciuto dalla Regione.
Perché tanto successo.? Nella trasmissione del 06-04-2014 su RAITVUNO TG della sera la giornalista mi ha fatto una domanda: “Cosa è per lei un bottone ?” Io seccamente ho risposto “E’ la memoria della storia”
Il bottone è stato in tutti i palazzi del mondo, dove si decidevano i destini dei popoli, ma è stato anche nelle carceri dove venivano martoriati i detenuti. I bottoni sono in grado di raccontare la storia dell’umanità, sotto tutti gli aspetti: vizi e virtù.
Il mondo del bottone è fantastico perché si divide nettamente come l’umanità: universo femminile e maschile. Nel mondo moderno, dalla seconda parte del 1800, sono le donne che portano i bottoni. Come ?
Per ostentare lo status simbol, per unire due lembi di stoffa, per la moda, ma anche, agli albori del tutto nudo di oggi, portare quel bottone slacciato al punto giusto come seduzione e provocazione. Il bottone è stato molto birichino. Nel mondo antico le donne, generalmente, portavano i veri gioielli e i lacci per allacciare le vesti. Ho detto generalmente perché in certi periodi anche loro avevano i bottoni.
Nel mondo antico erano gli uomini che portavano i bottoni. Quanti ? Una esagerazione dai 50 ai 200
poi vi sono le eccezioni. Il materiale, dai diamanti in giù. Quei bottoni erano i loro gioielli, più bottoni avevano, più prezioso era il materiale più potevano ostentare la ricchezza, la potenza ed il potere.
Vi cito un caso che è molto eclatante ma non è il più eclatante. Francesco 1° re di Francia nella prima parte del 1.500 si è fatto fare una veste di velluto nero con 13.600 bottoni d’oro. Doveva ricevere un sultano e doveva far vedere che fra i due lui, il Re, era il più ricco.
Le ragioni diplomatiche non permetteva al Re di dire al Sultano “io sono più ricco di te” , se glielo avesse detto, forse, non ci avrebbe creduto. Allora ha fatto parlare i bottoni.
Perché ha fatto parlare i bottoni ? Il bottone è sempre stato sul davanti della veste e nella storia non è servito solo per unire o ostentare. Quando qualcuno voleva far sapere qualcosa e non lo poteva dire, faceva parlare i bottoni. Ecco che vi sono i bottoni di ostentazione, di comunicazione, di provocazione, di seduzione, a luci rosse, del gossip, del contrabbandiere, di superstizione e quello virtuale dei rapporti fra uomini e donne.
Abbiamo detto che i bottoni del mondo antico sono molto preziosi, quindi hanno un certo valore economico. Nel mondo moderno i bottoni più preziosi sono quelli gioiello degli anni 1960, 1980 e primi 1990. Sono in strass, che è un vetro. A livello economico non potranno mai competere con quelli del mondo antico. Noi al Museo ora stiamo raggiungendo i 13.000 bottoni in mostra. All’apertura del 2008 ne avevamo 8.500, la differenza sono stati donati, portati o arrivati,da gran parte del mondo…… Fantastico.
In mostra vi sono bottoni che vanno dal 1.600 a dicembre 2015 e febbraio 2016. Per noi ogni bottone è una tessera di storia. La raccontiamo attraverso la simbologia del bottone non attraverso il lusso del bottone.
Ed ecco che un bottone degli anni 1970, da patta da pantaloni esterno da jeans, valore economico 5 lire, con la scritta Portobello’s. Raccontiamo il format televisivo di Enzo Tortora. Quel bottone ha la stessa valenza storica di un bottone, in maiolica a due colori con un tocco d’oro, disegnato negli anni 1920 , da Pablo Picasso per Coco Chanel. Con questo raccontiamo il rapporto fra Pablo Picasso e Coco Chanel. In quel periodo lavoravano assieme a quella rivista, la più bella del mondo, il Cabaret. Lui faceva le scenografie e lei quei mezzi vestiti pieni di piume e di pailettes.
Il valore economico di questi due bottoni è agli antipodi, ma hanno la stessa valenza storica. Tutti e due sono una tessera della nostra società.
Il Museo del Bottone si divide in tre sezioni più una appendice. 
L’ appendice è una fornita biblioteca che ha permesso  la realizzazione di 12  tesi dalla Sapienza di Roma al Politecnico di Milano.
I materiali esposti sono una quarantina fra cui sette dalla materia prima al bottone finito. Vi vede perché quando le signore dame andavano a comperare i bottoni li pagavano molto.
Le curiosità dal mondo, bottoni dal1600 al febbraio 2016. Vi sono le figure di Lorenzo il Magnifico, di Maria Antonietta, di Maria Luisa d’Austria, la seconda moglie di Napoleone e quella del loro figlio con il nome di Laiglon, di Mozart e di D’Artagnan e tante altre di personaggi che hanno fatto la storia.
I bottoni delle maioliche più famose al mondo, fra cui quella di Picasso per Coco Chanel, i bottoni della gerarchia ecclesiasti, i bottoni del 1600 italiani, russi e giapponesi, cammei, mosaici, fra cui quelli dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, i bottoni dei migliori artigiani, vetrai, incisori.
Ultima sezione la storia del 1900 e 2000, che viene raccontata dalla simbologia del bottone.
Nel maggio del 2011 sono stato invitato a fare una lezione alla Università della Moda di Rimini.
Premesso che quando succedono degli avvenimenti nella società di qualunque tipo, purché la gente ne abbia parlato discusso, fatto commenti ed è rimasta scioccata, vi è stato uno stilista, a volte due, a volte tre, che ha messo la simbologia di quel evento su un bottone che diventa testimone dell’ evento stesso.
Alla Università su 8.500  bottoni in mostra ho parlato del 1900 della storia sociale, politica, di costume, di moda, di tutto e di più, mettendo sullo schermo ogni volta la simbologia di un bottone.
Il giorno dopo l’università ha fatto il comunicato stampa intestando l’articolo “ I bottoni parlanti”
Se andate sul blog del Museo vi sono innumerevoli storie che i bottoni raccontano. ve ne cito alcune:
Gli avvenimenti che hanno cambiato il mondo: l’emancipazione femminile; la storia italiana della telefonia e della ferrovia; del carnevale di Venezia; la storia delle Olimpiadi, che non sempre sono servite per lo sport; la scoperta delle tombe dei faraoni; l’inizio del turismo di massa; Limberg, la prima trasvolata dell’ Atlantico.
Tornando indietro, la Montessori, dopo di lei lo stato ha iniziato ad aprire le scuole agli italiani; un bottone prelevato a Birkenau,  ci fa parlare della 2° guerra mondiale e dei campi di concentramento; il logo della Fiat degli anni 1950, la ricostruzione e il miracolo economico degli anni 1960; la crisi di Cuba; la distensione e le Brigate Rose; la caduta del muro di Berlino; le due Torri, 2001 New York; i campionati del mondo del 2006, dicembre 2015 e febbraio 2016. Questi sono i filoni principali ma al Museo vi sono altri 70-80 bottoni tutti testimoni di avvenimenti.
Chiudo qui, il tempo è tiranno perché potrei parlare ancora per una settimana. Per saperne di più andate sui siti internet, forse è meglio venire al Museo, la visita guidata è la cosa migliore perché vi raccontiamo la storia dell’umanità. Sono venuti direttamente a visitare il Museo dall’Australia, dalla Patagonia, dal Canada, dal Perù dal Brasile e dal Cile. 
Vi ringrazio dell’attenzione e scusate se vi ho attaccato un bottone.

Giorgio Gallavotti 339 34 83 150
Direttore e creatore del Museo del Bottone di Santarcangelo.

martedì 3 novembre 2015

Atti del V Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

Nel 26-27 set. 2014 a Viterbo vi è stato il 5° Convegno della Ass. Naz. Piccoli Musei, di cui il Museo del Bottone è stato un cofondatore.
A questo convegno, il creatore e il direttore del Museo del Bottone Giorgio Gallavotti, è stato chiamato, dal Presidente Dall'Allara a portare il saluto, a nome della Associazione APM a tutti i convenuti. Ha avuto anche il tempo per parlare del Museo del Bottone.
Con gli interventi di quasto convegno è stato creato un libro "Atti del V Convegno Nazionale dei Piccoli Musei"








Questo post mette in risalto l'intervento di Giorgio Gallavotti. Nel suo intervento sul  Museo del Bottone, Gallavotti ha messo in evidenza l'importanza sia della accoglienza sia l'importanza del racconto delle guide ai visitatori. 
Si ricorda che il Museo del Bottone è aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 nell'orario invernale.
Claudia Protti  -  Giorgio Gallavotti 339 34 83 150

domenica 4 ottobre 2015

Il Museo del Bottone al 6° Convegno APM

Il 2 e 3 ottobre a Massa Marittima si è svolto il 6° Convegno Internazionale dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei, durante il quale sono state discusse le problematiche dei Piccoli Musei.
Fra i tanti oratori c'era anche Giorgio Gallavotti, direttore del Museo del Bottone, che ha portato i saluti a tutti i convenuti a nome dell'associazione.


L'intervento  è stato molto gradito e applaudito. Ecco alcuni dei commenti postati su Twitter:












Giorgio Gallavotti - Claudia Protti

giovedì 2 ottobre 2014

Bilancio al 3° tr. del 2014 MUSEO DEL BOTTONE

Il 26-27sett. 2014 a Viterbo  si è tenuto il 5° Convegno Internazionale dei Piccoli Musei della Associazione Nazionale Piccoli Musei. 
Sono stato, come ad Amalfi nel 2012 ed ad Assisi nel 2013, un oratore ufficiale del Convegno, portando il saluto della Associazione Piccoli Musei ai convenuti ed ho raccontato anche il Museo del Bottone,  grande visibilità per Santarcangelo e per Museo del Bottone. Il mio intervento è stato fatto di fronte a circa 250 persone dei quali 200 delegati di Musei italiani, a tre del Brasile ed a uno della Slovenia. 
Alla fine del mio intervento un lunghissimo applauso, tante strette di mano, congratulazioni complimenti ed autografi sul materiale cartaceo che avevo portato. Il mio intervento, come altri , è stato seguito in diretta tramite dei Twitter che sottolineavano le frasi  più incisive del discorso, alcune fra le tante:
… adatta la visita guidata ai suoi visitatori..
… un piccolo museo fa  50 mila visite annue, eccellenza che sfugge ai registri, ma che attrae tutto il mondo..
… l’essenza dell’esistenza umana sta nel racconto..
… Giorgio Gallavotti  direttore del  Museo del Bottone racconta con emozione il senso dei Piccoli Musei..
… Date uno sguardo al Museo del Bottone un luogo dove i bambini sono i protagonisti..
Rispondendo ad un santarcangiolese Ile Atzori responsabile dei Picc. Mus. della Sardegna ha scritto “… siate  fieri di Giorgio è stato un grande …”
Sono stati tanti i contatti di collaborazione con gli altri Musei.
Quanto sopra deriva dal fatto che il Museo del Bottone continua la sua scalata nel mondo attraverso i numeri dei visitatori con firme sul registro delle presenze, al  30-09-14 sono state 23.497 + 12,39% rispetto al 2013 con firme 20.905  Molto importante la crescita esponenziale dei gruppi alla fine del 2013 l’uff.  IAT ha portato al museo 229 gruppi per 5.304 visitatori, sempre per tutto l’anno 2.013 direttamente arrivati al Museo i gruppi sono stati 226 con 7.917 visitatori. Quest’ anno al 30-09-2014 uff. IAT 151 gruppi, visitatori 3.262 e al Museo diretti 295 gruppi con 9.147 visitatori. Domenica 28-09 sono arrivati 5 gruppi per 243 visitatori.
Gli stranieri sono il 65%  dei visitatori le nazioni 138 e gli Usa sono stati contati per uno Stato.
Dal 10-05-2008 al 30-09-2014 le firme sono 139.648. se si calcola che firma meno della metà… !!
Il lavoro è immenso, come le spese, per dare a tutti il materiale cartaceo del Museo con i siti internet e tutte le altre informazioni in dieci lingue diverse. Facciamo le visite in francese - tedesco - inglese e siamo bravi anche in Russo 
In questi primi nove mesi di attività i mass media internazionali e nazionali hanno raccontato il Museo, sia in Italia sulla TVRAIUNO il 06-04 al TG delle 20 e altre citazioni in altri programmi televisivi, sia su Telesanterno La Svista in Piccoli Musei Grandi Storie, visibili su Yutube. Su RadioRai una intervista in diretta e tantissime su internet con una visita virtuale al Museo su Twitter, con tanti post sui blog e vari giornali.it. Sono arrivati al Museo tanti giornali e riviste straniere non solo europee, ma anche le segnalazioni di trasmissioni televisive.
In ottobre due conferenze a Novafeltria il 09-10 ed a Cervia-Milanomarittima 16-10.
L’attività culturale si allarga ed il Museo è citato e raccontato in diversi libri. Potrei scrivere ancora tante cose di successo, ma voglio ringraziare i miei collaboratori soci, che si sono impegnati in tanti anche nelle ora serali, ma anche i semplici soci, sia santarcangiolesi e quel 10% sparsi per l’ Italia. 
A questo punto non può mancare uno speciale ringraziamento all’ Ass. Naz. Piccoli Musei ed al suo Presidente prof. Giancarlo Dall’ Ara ed al motore della Associazione Dott.sa Caterina Pisu. Grazie a tutti compresi i giornalisti dei quotidiani  locali e non.
Giorgio Gallavotti  - Claudia Protti

domenica 6 aprile 2014

lunedì 18 novembre 2013

Quarto Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

Caterina Pisu ha scritto un dettagliato resoconto riguardante il quarto convegno nazionale Piccoli Musei. Un assaggio del post che pubblicato su Museums Newspaper:
"Si è concluso il Quarto Convegno Nazionale dell’APM, svoltosi l’11 e il 12 novembre ad Assisi, presso la Sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori. Segnaliamo con soddisfazione un’ampia partecipazione generale, nonostante le pessime condizioni meteorologiche; siamo molto gratificati, inoltre, per il notevole interesse che questo appuntamento riscuote in modo crescente, ogni anno, tra gli specialisti, i responsabili di piccoli musei e il grande pubblico.
Tanti i temi discussi: le grandi potenzialità dei piccoli musei, ma anche le attuali difficoltà, le chiusure, la scarsità delle risorse e gli evidenti problemi di gestione. Le parole chiave che sono emerse sono state: esperienza, accoglienza, relazionalità, territorio, comunità locale (intervento di Giancarlo Dall’Ara). I piccoli musei sono un luogo vicino a noi, dove si vive un’esperienza leggera, positiva e coinvolgente come parte di un’esperienza più ampia legata al territorio (Giampaolo Proni); sono istituzioni che lavorano non solo per la conservazione della memoria culturale collettiva, ma anche per migliorare le condizioni di vita della comunità (Caterina Pisu). Si è parlato di come, grazie al web 2.0 e alle tecnologie ad esso legate, si stia affermando una nuova concezione di “participatory museum” in cui il pubblico può collaborare alla creazione di contenuti culturali (Elisa Bonacini)...."
Per leggere l'articolo completa clicca qui: Quarto Convegno Nazionale dei Piccoli Musei: una sintesi.

martedì 16 aprile 2013

Incontro collezionisti ed amanti dei bottoni

14-04-2013 al Museo del Bottone di Santarcangelo si sono riuniti i collezionisti ed amanti dei bottoni.
Vi dico subito che è stato un bellissimo ed interessante incontro sotto tutti gli aspetti.
Il bottone è stato il vero protagonista di questo evento unitamente alla cordialità e disponibilità degli intervenuti, che appena si sono conosciuti sono subito diventati amici. 
Al convegno non vi erano solo bottoni antichi ma anche bottoni moderni come questi di ceramica finemente lavorati con fantasia da Elena e Laura di Udine: Bottoni e non solo, regalati al Museo, unitamente ad un bottone di ceramica commemorativo del convegno. 
Alle ore 10:15 finite le presentazioni e i doni reciproci il gruppo inizia a fare la visita al borgo vecchio. La prima tappa per conoscere l’arte del bello di Tonino Guerra.
Un bellissimo angolo del borgo con l’ultima porta a nord,  difensiva prima della Rocca. 
Poi il Campanone che svetta in un cielo azzurro e che da lontano annuncia dove si trova Santarcangelo, oltre a ricordare il passare del tempo ai santarcangiolesi. Di seguito il castello, le viuzze particolari rimaste come una volta, il panorama e tante altre suggestioni. 
Alla fine nella grotta monumentale del 300 ac. che serviva per mantenere il vino.
A questo punto alle 11:30 entrano in gioco l’oggetto dell’incontro “ i bottoni “. Si parte dalla visita al Museo dove ho illustrato e i reperti, ma soprattutto l’importanza del bottone nella società dal 1600 ai tempi nostri. Il bottone ha tante facce di lettura ed è in grado di raccontare il rapporto fra bottoni ed umanità sotto tutti gli aspetti della vita sociale.
Come ogni incontro alle 12:30 il popolo dei convenuti  ha fame e a pochissimi passi del Museo abbiamo un ristorante di prima qualità Lazaroun. Siamo stati accolti con calore e ci hanno servito dei piatti della cucina romagnola veramente eccezionali. La conclusione dopo il dolce, ci ha anche fatto assaggiare la famosa ciambella, era ancora calda, il tradizionale dolce delle feste in Romagna. 
Ore 15:00 inizia il grande mercatino dei bottoni fra collezionisti sotto il portico di fronte all’ufficio turistico di Santarcangelo, (a 100 metri dal Museo del Bottone), messo a disposizione con tavoli e panche dalla Pro Loco che si ringrazia.
Qui si capisce subito l’importanza del bottone ed il valore storico, artistico , culturale dei bottoni guardando i pezzi che hanno cambiato proprietario. Alcuni: 
Bottone giapponese del 1600 in avorio rifinito con madreperla e pietre dure
Il bottone è del 1700 ceramica smaltata  a più colori con una fila di chiodi in acciaio e carbonio la cui testa è stata martellata a mano fino a quando ha preso la forma del diamante. Poi inserite nell’apposita sede.
250 anni fa questo bottone  sembrava  guarnito di diamanti. Il 1700 era l’epoca in cui tutto doveva brillare non solo le menti ma anche le cose materiali.
Bottone piccolissimo del 1700 in metalli dorato con smalto. E’ proprio micro.
Il signore che ha in mano quei tre bottoni  ne è diventato proprietario. I due nel cartoncino sono i famosi Sat Suma giapponesi di metà del 1800. Maiolica con lavorazione a mano
ed anche in oro. Sat Suma è una zona del Giappone dove non vi era nulla. Sono state scoperte delle miniere di caolino, materia prima per le maioliche, in poco tempo è diventata la manifattura più famosa al mondo.
Nei loro colori mettono la polvere d’oro. L’altro bottone è un cammeo fine 1800 montato su ottone. 
La scelta di una collezionista. Non potendo descrivere tutti i bottoni che hanno cambiato proprietario, con questi esempi si vuole sottolineare l’importanza ed il livello dei collezionisti presenti.
Alle ore 18:00 ci siamo salutati tutti contenti e soddisfatti con la voglia e la promessa di fare dell’incontro un appuntamento fisso annuale.
Si ringraziano tutti coloro che sono intervenuti e coloro che sono stati impossibilitati ad essere presenti, li aspettiamo nell'aprile 2014.
16/04/13 La Voce di Romagna (clicca sull'immagine per ingrandire e leggere l'articolo)
Qui potete vedere le foto scattate domenica durante l'incontro dei collezionisti: 14/04/13 Santarcangelo di R. - Museo del Bottone