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giovedì 29 gennaio 2015

BOTTONI DEL BELGIO DELLE DIVISE

Nel 2010 sono venuti al Museo dal Belgio Michel e Marianne De Laet. Lo hanno apprezzato moltissimo. Nella seconda parte luglio 2011 sono ritornati con tantissimi bottoni e mi hanno detto il motivo. La moglie lavora per la ditta PELSMAEKERS N.V. Belgio che crea bottoni per i corpi istituzionali o associazioni del Belgio. Marianne è stata la stilista della Casa Reale ed ha creato molte divise per i corpi militari della corona. I bottone che presentiamo in questo post sono della su detta ditta Belga. 
Prima fila:  Bottoni e fregio della scorta Reale a cavallo.  Sulla fotografia, gli stessi bottoni della divisa da parata dell’esercito.

In prima e seconda fila bottone delle divise dei doganieri. A destra ed a sinistra in alto dei corpi navali di salvataggio. In basso a sinistra per il personale dei musei.  In basso a destra per il personale medico. 
Bottoni per i pompieri. Sono di diverso tipo perché ogni città ha un suo logo. 
Questi bottoni sono delle divise delle guardie del carcere. A sinistra in alto con il drago e al centro in basso con lo scudo e la corona sono bottoni degli anni 1970-1980. Quelli in alto a  destra e quelli a tinta unita sono i bottoni che le guardie hanno ora nelle loro divise. Molto belli quelli più antichi. 
Bottoni dei vari corpi forestali con i fregi della divisa. Molto belli i due bottoni a destra ed a sinistra del fregio centrale. 
Bottoni della marina militare con fregio. Modelli di bottoni diversi per i vari tipi di navi e per la differenza gerarchica. 
Bellissimi stemmi delle città del Belgio, che generalmente sono sulle divise dei vigili urbani e del personale del comune. Nella prima e seconda fila al centro lo stemma di Bruxelles con San Giorgio, il santo protettore della città, che uccide il drago. Nella terza fila, sempre al centro lo stemma della città di Anversa con la corona a cinque punte. 
Questi bottoni sono per le divise dei cacciatori, naturalmente non poteva mancare la figura della testa del lupo. 
Per finire non potevano mancare i bottoni delle divise delle  varie bande belghe, dove trionfa spesso lo strumento della lira. La lira come simbolo è anche su molti bottoni delle divide delle fanfare italiane. Io sento nel sotto fondo, che la fanfara, sta suonando  un inno in onore di Michel e Marianne De Laet,  due splendide persone che ogni anno passano dal Museo a salutarmi. E’ mio dovere e con gioia dire che i bottoni portati al Museo,  non sono solo questi, perché la ditta  PELSMAEKERS N.V. Belgio crea, questi tipi di bottoni, anche per altre nazioni e Michel e Marianne ne hanno fatto dono al Museo. Un grande abbraccio affettuoso ed un caloroso ringraziamento, di tutto cuore,  a questi due persone che con il loro amore per Museo hanno contribuito a renderlo sempre più un Museo di Bottoni del mondo GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Chi volesse vedere dal vivo questi reperti, unitamente agli altri 12.000 bottoni in mostra da tutto il mondo, siamo aperti dal martedì alla domenica dalle 10-12 / 15-18  invernale e dalle 10-12 / 16-18.30 / 21-23.30 estivo, con ingresso e guida gratuita. Vi aspettiamo Info 339 34 83 150 Gallavotti.
Giorgio Gallavotti - Claudia Protti

mercoledì 22 gennaio 2014

I bottoni nella società dal 1300 circa a metà del 1800

Il bottone è stato nelle carceri e nei palazzi dove si decidevano i destini dei popoli, è in grado di raccontare la storia dell’ umanità. Il bottone nella storia non è stato solo funzionale per unire due lembi di stoffa, ma ha almeno 10 facce di lettura: ostentazione, comunicazione, seduzione, provocazione, a luci rosse, del gossip, di superstizione, del contrabbandiere, da lutto ma anche  psicologico e virtuale dei rapporti fra uomini e donne, (il bottone è stato molto birichino).
In questo contesto si ha la sorpresa di scoprire  come questi quotidiani accessori del nostro abbigliamento si caricano di particolari significati, ci guidano lentamente nei meandri della storia, evocano epoche, personaggi, condizioni di vita, che si legano non solo alla storia del costume e della moda, ma anche alle vicende politiche ed economiche.
Vi presento alcuni bottoni datati dal 1900 al 1600. Poi vi spiegherò perché  vi sono questi tipi di bottoni così importanti e particolari.
Partiamo del bottone disegnato da Pablo Picasso negli anni 1920 per Coco Chanel. E’ una maiolica a due colori, uno un tocco d’oro. Raffigura un cavallo stilizzato con la testa rivolta verso destra. Ora la storia: Pablo Picasso e Coco Chanel negli anni 1920 lavoravano assieme allo spettacolo più bello del mondo il Cabaret. Lui faceva le scenografie e lei quei mezzi vestiti pieni di piume e di paillettes.
Andiamo  avanti, anzi indietro. Qui siamo nel 1800 con tre bottoni con la figura di Maria Antonietta, ghigliottinata dalla Rivoluzione Francese nel 1793. Le figure sono sempre postume alla loro vita. Il primo bottone è una miniatura su carta pitturata a mano, sotto vetro con un cerchio dorato, con otto zaffiri bianchi e otto rosette di metallo.Il secondo su materiale di sintesi, pitturato a mano, una miniatura su carta sotto vetro con un cerchio in rame. Il terzo un bottone di lega metallica. Dopo la Rivoluzione Francese vi è stata la Restaurazione,  i nobili, che avevano salvato la testa, portavano i bottoni con i personaggi della Rivoluzione, con una aggiunta.
Io ho solo tre bottoni con la figura di Maria Antonietta, ma esistono bottoni con l’immagine di Robespierre, di Marat, di Dalton, di Luigi XVI, il cappello della libertà in due versioni, che il Re aveva lanciato al popolo come segno di pace. La giunta, Giovanna D’Arco, nata nel 1412, lontanissima dalla Rivoluzione Francese, l’hanno inserita in quell’elenco perché era stata considerata la capostipite della rivolta verso il potere precostituito.
Scendiamo al 1700 e troviamo un bottone in metallo con una ghiera di chiodi. Pensate che quei chiodi sono in acciaio e carbonio, la cui testa è stata martellata a mano fino a quando non ha preso la forma del diamante. Inseriti ognuno nella sua sede, un foro sul supporto. A destra alle ore 9 manca un chiodo e notate la sede del bottone. Questi bottoni, 250 anni fa, quando non erano ossidati, potevano sembrare bottoni di metallo ma con tanti diamanti. Il 1700 era l’epoca dei lumi, tutto doveva brillare, non sono la mente, ma anche le cose materiali.
Siamo arrivati al 1600. Questo bottone è di metallo tutto inciso a mano, con la figura smaltata.
Lo smalto generalmente è un liquido, lo si mette nella sede esatta e poi va cotto. Quando esce è sempre tinta unita. Il cobalto può essere fatto con questo metodo, il viso assolutamente no, ha due sfumature, una di grigio e una di rosa. L’artista nel 1600 ha creato quel viso con la tecnica della polvere del vetro a più cotture e poi lo ha rifinito a mano. Pazzesco!!! Il personaggio è degno del bottone. Lorenzo il Magnifico, vissuto nella seconda parte del 1600, della famiglia dei Medici. Ora se andiamo a Firenze tutto ci parla dei Medici
Risaliamo un gradini, 1700. Bottone della famosa maiolica azzurra Wedg Wood inglese. E’ montato su argento firmato con la sigla S65. Il cammeo è in onice bianco lavorato a mano, raffigura le tre età, da sinistra: l’ anziano, l’ adulto ed il giovane.
Altro gradino e siamo nel 1800. Bottone a più metalli lavorato a mano. Sembra di avere in mano la settimana enigmistica perché dobbiamo cercare i particolari. Lo specchio, d’acciaio o di ematite, basculante riflettente. Il gatto davanti allo specchio e la finestra aperta. Sulla destra troviamo la tenda, con il merletto, che vola. Sotto i piedi del gatto vi è il parchè con le venature del legno. Nella parete della finestra notiamo la tappezzeria fiorata con due tipi di fiori. Alla nostra sinistra, fra lo specchio ed il bordo finale, alle ore nove, vi sono due piccole barrettine: il battiscopa.
Vi ho presentato sei bottoni le cui caratteristiche sono eccezionali per il design, per i materiali e l’accuratezza della lavorazione. Perché i nobili dal 1300 fino quasi a metà del 1800 facevano a gara fra loro a chi aveva la reggia più bella, il salone più prezioso, la biblioteca o la pinacoteca più importante ed aggiornata, insomma ognuno voleva esser in tutto superiore agli altri.
In questo gioco facevano parte anche i bottoni. I bottoni erano prerogativa degli uomini, ne portavano da 30/50 a 100/150 e poi vi sono le eccezioni. Erano i gioielli degli uomini, le donne generalmente portavano i veri gioielli ed i lacci per allacciare le vesti.
Due eccezioni ….  eccezionali: Francesco 1° Re di Francia nella prima parte del 1500 si era fatto fare una veste di velluto nero con 13.600 ( avete letto bene tredicimilaseicento) bottoni d’ oro.  Li aveva fatti Jack Polin l’orafo di corte, ma anche il più famose di Parigi.
L’altra eccezione, il famoso Re Sole Luigi XIV . Quando faceva le riunioni di governo a Versailles aveva una veste con 816 bottoni in pietre dure, ma 1.826 in diamanti, perché era la sua pietra preferita. Aveva speso 14 milioni di franchi d’oro.  C’è da aggiungere che ci ha lasciato Versailles. Con questo voglio sottolineare che i nobile facendo a gara a chi aveva di più, ci hanno lasciato una Europa piena d’ arte di tutti i generi. Il popolo stentava a campare, ma era il sistema sociale organizzato in quel modo e nessuno poteva allora farci nulla. Ora sapete  quale era il rapporto fra nobili, bottoni e la società dal 1300 a circa metà del 1800.
Come al solito il Museo è aperto dalle 10-12 e 15-18 nell' orario invernale dal martedì alla domenica. Ingresso e guida gratuita.
Giorgio Gallavotti
Creatore e fondatore del Museo del Bottone

lunedì 25 novembre 2013

Dalla seconda guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino

Un post che racconta la storia, attraverso i bottoni, a partire dalla seconda guerra mondiale fino alla caduta del muro di Berlino. Iniziamo col presentare i bottoni di alcuni eserciti alleati nella seconda guerra mondiale
Bottoni degli eserciti delle tre potenze di allora Stati Uniti – Gran Bretagna – URSS. Da notare: quelli della Gran Bretagna hanno lo stemma dei Windsor della famiglia della futura Regina Elisabetta. 
Questi sono i bottoni delle Camicie Nere di Mussolini, Duce e delle SS di Hitler. Le Camicie Nere era il corpo speciale nazionale al servizio del Partito Fascista ubbidivano al  segretario del partito. Le SS vennero formate nel 1925. Il 6 gennaio 1929 Hitler nominò Heinrich Himmler capo delle SS. Il 30 settembre 1946, i giudici del tribunale del Processo di Norimberga condannarono le SS, dichiarandole una organizzazione criminale
I giudici sottolinearono questa sentenza dichiarando che: le SS vennero usate per scopi che erano criminali, che comprendevano: la persecuzione e lo sterminio degli ebrei, brutalità ed esecuzioni nei campi di concentramento, eccessi nell'amministrazione dei territori occupati, l'amministrazione del programma di lavoro schiavistico e il maltrattamento e assassinio di prigionieri di guerra. 
Conferenza di Teheran 1943
Da sinistra: Stalin, Franklin D. Roosevelt, e Winston Churchill.  a Teheran. Durante la seconda Guerra mondiale nel 1943 si sono incontrati nella  conferenza di Teheran (28 novembre - 1º dicembre 1943) ed è stata la prima occasione nella quale si riunirono i cosiddetti "tre Grandi" della seconda guerra mondiale: Stalin, per l'Unione Sovietica, F.D. Roosevelt, per gli Stati Uniti d'America, e Churchill per la Gran Bretagna.
Conferenza di Jalta
Churchill, Roosevelt e Stalin alla conferenza di Jalta. Il secondo incontro è avvenuto a Jalta. L'incontro si tenne in Crimea, nel Palazzo di Livadija, vecchia residenza estiva di Nicola II a Jalta, fra il 4 e l'11 febbraio 1945. La conferenza di Jalta è il nome del vertice tenuto durante la Seconda guerra mondiale, nel quale i capi politici dei tre principali paesi Alleati presero alcune decisioni importanti sul proseguimento del conflitto, sull'assetto futuro della Polonia, e sull'istituzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. (Wikipedia) 
Conferenza di Potsdam
Attlee, Truman, e Stalin a Potsdam. Conferenza di Potsdam è il nome dato all'ultimo dei vertici interalleati tenutosi dal 17 luglio al 2 agosto 1945. Nel corso dell'incontro i leader delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale (Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica) discussero e raggiunsero accordi sulla gestione dell'immediato dopoguerra. (Wikipedia). Da queste tre conferenze venne fuori l’assetto degli stati e la geografia politica in Europa alla conclusione della seconda guerra mondiale. Praticamente l’Europa venne divisa in due blocchi nettamente contrapposti sui temi della libertà, della democrazia, sui diritti delle nazioni  ed dei popoli. La parte est dell’Europa sotto influenza e dittatura comunista, la parte ovest sotto l’influenza delle democrazie occidentali. Tutti e due avevano paura di una invasione dell’altro e nacque la famosa e preoccupante “GUERRA FREDDA “ e la corsa agli armamenti compreso lo sviluppo e la propagazione nelle zone di influenza di ogni blocco le armi atomiche.
bottoni esercito cubano
Il momento più preoccupante di questa guerra fredda fu la cosi detta crisi di Cuba. La crisi dei missili di Cuba fu un confronto tra USA e URSS conseguente al tentativo di invasione di Cuba, nell'aprile del 1961 e al relativo spiegamento difensivo nell'Isola di Cuba di missili nucleari sovietici. La crisi iniziò il 15 ottobre 1962 e durò tredici giorni, in seguito alla loro scoperta il 14 ottobre, da parte di un aereo americano U2, in volo da ricognizione sopra il territorio cubano. È stato considerato uno dei momenti più critici della Guerra Fredda, assieme al Blocco di Berlino Dopo giorni di tensione, Chruščëv, vista la fermezza di Washington e di John Fitzgerald Kennedy, ordinò il ritiro dei missili in cambio della promessa di non invasione dell'isola e del ritiro dei missili Jupiter installati nelle basi di Turchia e Italia, avvenuto sei mesi più tardi. (Wikipedia) 
Papa Giovanni XXIII
Di fronte alla drammaticità della situazione, Papa Giovanni XXIII, pur essendo contemporaneamente impegnato nei lavori del Concilio ecumenico, sentì la necessità di agire per la pace, Dicendo fra l’ altro “  I Capi di Stato  non devono restare insensibili a questo grido dell’umanità. Facciano tutto ciò che è in loro potere per salvare la pace: così eviteranno al mondo gli orrori di una guerra, di cui nessuno può prevedere le spaventevoli conseguenze. Continuino a trattare. Sì, questa disposizione leale e aperta ha grande valore di testimonianza per la coscienza di ciascuno e in faccia alla storia. Promuovere, favorire, accettare trattative, ad ogni livello e in ogni tempo, è norma di saggezza e prudenza, che attira le benedizioni del Cielo e della terra”. (Wikipedia)
bottone distensione
Chiusa la terribile vicenda di Cuba, pian piano le due potenze USA  e URSS si avvicinarono e per la prima volta, dopo la Rivoluzione russa del 1917, un presidente americano volò a Mosca, Nixon 1972. Nel 1975 nello spazio vi è stato l’incontro e l’unione delle due navicelle spaziali USA-URSS. E’ finita la guerra fredda ed inizia una fase di distensione.
La simbologia delle due potenze mondiali su un bottone, (il mio preferito in assoluto), è un grande messaggio di pace e di fratellanza fra tutti i popoli del mondo. 
Due pezzi originali del Muro di Berlino comperati a Berlino sei giorni dopo la caduta. L’ultima barriera della guerra fredda cadde, dopo oltre 28 anni, in cui Berlino, divisa in due settori, est-ovest,  quel muro, costruito in una notte il 12-08-1961, il 09-11-1989 è stato abbattuto. Con la caduta del Muro di Berlino il potere comunista negli stati europei dell’ est è finito e  l’ influenza dell’ Urss dei Soviet  è praticamente terminata. 
Bottoni da soldato dell’ esercito Jugoslavo sotto la dittatura di Tito. L’impero slavo si è sciolto in tanti stati autonomi nel 1989 che portò alla famosa e disastrosa guerra dei Balcani. Le guerre jugoslave sono state una serie di conflitti armati, inquadrabili tra una guerra civile e conflitti secessionisti, che hanno coinvolto diversi territori appartenenti alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia tra il 1991 e il 1995, causandone la dissoluzione. 
Prima fila: bottoni militari sotto la dittatura comunista ungheresi. Seconda fila: civile postale, militare, civile ferrovia nel nuovo corso della Repubblica, ungherese. Lo stato comunista dell’Ungheria cessa di esistere nel 1989 quando,viene proclamata la Repubblica.
Bottoni esercito dell’Urss da ufficiale. Il 25/12/1991 a Mosca vi è stato l’ultimo Soviet Supremo del governo dell’Urss. Il grande impero comunista russo si è diviso in tantissimi stati indipendenti. 
Bottoni dell’ esercito polacco sotto il comunismo. Come altri stati dell’ est la Polonia dopo la seconda guerra mondiale è stata governata dai comunisti.
Con la caduta del Muro di Berlino è diventata una nazione libera di autogovernarsi. Nel 1989 le prime elezioni parzialmente libere dopo la seconda guerra mondiale si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista. Il 12 marzo 1999 la Polonia è stata ammessa alla NATO. L'ingresso nell'Unione europea è avvenuto il 1º maggio 2004.
Chiedo scusa se questo post è stato un po’ lungo, ma per l’ argomento trattato valeva la pena.
Vi ricordo come sempre che il Museo del Bottone è aperto negli orari invernali dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30 con ingresso e guida gratuita.

Giorgio Gallavotti
Tel: 339 3483150
Mail: giorgio35@teletu.it

lunedì 14 ottobre 2013

Seconda puntata: I bottoni al Museo il Museo nel mondo

I giorni scorsi vi ho presentato una seria di bottoni da varie parti del Mondo. Vi dico subito che sono una piccola parte di quelli in mostra al Museo, le nazioni presenti sono tantissime.
Possiamo iniziare dalle Isole Orcadi a nord dell’ Inghilterra, con bottoni in ceramica dipinti a mano con la spiaggia ed il mare. Bottoni anni 1980 etnici, commerciali per turisti. Portati al Museo da mio figlio.
Questi sono della Lituania, all’estremo nord in ambra e corno di cervo, tagliato a fetta di salame, con il midollo trattato in modo che sia solido. Bottoni anni 2000 probabilmente etnici, per  turisti anche se l’ambra è una pietra dura. Inviati da una visitatrice.
Dall’estremo nord all’estremo sud, il Sud Africa, in ceramica opaca con casette con la finestra aperta per cucirlo al vestito o maglietta. Bottoni anni 2000 etnici per turisti. Donati da turisti olandesi che hanno la seconda casa in Sud Africa. Hanno visto il Museo e quando sono ritornati sono ripassati per consegnare i bottoni
Questi sono gli ultimi arrivati dalla Danimarca. Bottoni in lega metallica degli anni 1950. Il primo è da divisa delle poste, il secondo della polizia di stato. Dono di Ilse Christensen 08/10/13.
Ora andiamo all’estremo oriente, in Giappone. Bottone SatSuma in porcellana con pittura raffinatissima ed anche con oro zecchino. SatSuma era un deserto giapponese. Sono state scoperte delle miniere di caolino, pasta adatta per fare maioliche, è diventata la maiolica più famosa al mondo perché nei loro colori mettono sempre la polvere d’ oro. Il soggetto del bottone ricorda il pittore Hokusai (葛飾北斎) 1760 – 1849, matto per la pittura.
Immagine presa da qui
Nei suoi quadri metteva sempre il Monte Fuji come sfondo, ma già nel 1700 disegnava l’onda dello tsunami, che noi abbiamo imparato a conoscere  nel 2004 
Etichetta del casato di Charles Parker & C° Londra su una elegante cofanetto di quattro bottoni. Bottone, Inghilterra,del 1700 del casato Parcher in metallo, smalto e al centro il famoso chiodo in “cut steel“. Il cut steel è una tecnica di lavorazione caratteristica del 1700, che si usava nei bottoni. Consiste nel martellare a mano la testa di un chiodo, in acciaio e carbonio, fino a quando prende la forma del diamante. Lucidato innumerevoli volte e poi inserito in un foro sul bottone e rivettato al rovescio. Questo chiodo quando non era ossidato poteva sembrare un diamante. Come ho scritto siamo nel 1700, il secolo dei lumi, l’ illuminismo. Tutto doveva brillare non solo la mente, ma anche le cose materiali 
Bottoni, Francia,  fine 1800 primi 1900 in seta pura creati interamente  a mano. Paul Poiret (Parigi 1879 – Parigi 1944) è stato uno stilista francese. È considerato il primo creatore di moda in senso moderno. Questo tipo di bottone era molto usato dallo stilista. 
Con i bottoni chiudiamo con quelli del Sud America il Venezuela. Bottoni anni 1980 in poliestere, smalto, passamaneria e perle. Vi è anche la cartina originale della ditta che vendeva quel tipo di bottoni  
Chiudiamo questo post con il botto, anche se non è una chicca di bottone. Siamo sbarcati anche in Brasile, così rimaniamo in Sud America. Su una rivista brasiliana due pagine intere su Santarcangelo fra cui le chicche santarcangiolesi: il mangano del 1633, il Museo del Bottone, il paesaggio e fra l’ altro l’ enogastronomia.
Vi saranno altre puntate sui bottoni stranieri al Museo del Bottone. Intanto vi dico che le nazioni straniere presenti al Museo sono 126 e gli USA sono stati contati per una nazione. Vi sono rappresentati tutti i continenti, nord e sud compresa l’Oceania, con le Filippine e l’ Indonesia.
Arrivederci alla prossima puntata.
Giorgio Gallavotti 339 3483150  giorgio35@teletu.it

lunedì 7 ottobre 2013

Il Museo del Bottone nel mondo

Chi lo avrebbe mai detto, che due nazioni all’opposto nel mondo geografico come Canada, dal Quebec e l’Australia per incontrarsi hanno scelto il Museo del Bottone?
I canadesi hanno filmato e mi hanno chiesto anche una intervista. Fra loro vi era il Presidente della comunità italiana in Quebec, parlava bene l’ italiano.
In ricordo del Quebec al Museo hanno lasciato due biro con la pubblicità del Canada.
La sig.ra Caterina dall’ Australia, una incallita collezionista è socia di un club  di collezionisti di bottoni, The Victorian Button Collectors Club. Conosceva il Museo del Bottone e mi ha portato due riviste stampate dal loro club, ha comperato quattro libri  e molti bottoni da regalare al Presidente ed alle amiche. Ha detto che un Museo del genere in Australia non esiste e che nel 2014 quando ritorna in Italia con lei verranno molte persone per vedere questa meraviglia
Ha fatto tantissime fotografie per portare le immagini ai soci. La sua visita al Museo è stata effettuata sia al mattino che al pomeriggio sarà raccontata nella loro rivista ed anche in giornali importanti australiani. Peccato che non ho fatto la fotografia con la mia macchina, ma solo con la sua. Spero di ricevere le sue foto.
In questi giorni altre cinque nazioni sono state protagoniste al Museo.
La Cina è presente al Museo con i bottoni ed i fregi da parate di un Generale dell’esercito cinese. Sono stati donati dall’amica del Museo la giornalista cinese, che ritornata da poco dalla Cina, domenica 29/09 è arrivata con sorpresa al Museo.
E’ stata coperta la faccia del generale perché non so ancora se è possibile far vedere l’identità. Penso sia una prudenza esagerata ma con i regimi è meglio non rischiare. Se arriva l’autorizzazione la fotografia sarà sostituita. Sotto la figura del generale ci sarà la scritta Repubblica Cinese 01/10/1949.
L'esercito militare del popolo cinese è stato fondato nel 1927 il primo agosto. Il simbolo che appare sul bottone è la scrittura cinese "otto uno", quindi vuole dire il primo di agosto.
Il Giappone con un nuovo  bottone NetSukè in avorio per kimono dei primi 1900 donato da Marta Leoni di Brisighella RA. Ha raccontato come ha avuto il bottone: ''Lo scultore Angelo Biancini di Castelbolognese volle andare ad Arezzo per presentare, ad un suo amico, il suo discepolo che era mio marito Alfonso Leoni, durante quella visita questo amico del Prof. Biancini (sicuramente un diplomatico ma non ricordo in quale ruolo ma che aveva importanti contatti con il Giappone), fra le varie cose ci fece vedere la sua collezione di bottoni da chimono e molto gentilmente, essendo io presente, me ne regalò uno che aveva doppio, eravamo negli anni '65 - '66.' >
La Polonia con bottoni di epoca comunista militari e civili, inviati da Leonard Hasinski, dopo una visita al Museo. E’ un collezionista di monete antiche ed è rimasto veramente impressionato dal  Museo per la preziosità dei reperti e per la storia che racconta.
I bottoni dell’ impero degli Zar 1700-1800  sono stati inviati da lui. Sono bottoni non perfetti all’ esterno, ma sul dietro vi sono le scritte in russo. Questi bottoni sono stati trovati con il metal detector 
La Danimarca con un meraviglioso catalogo del collezionista Ilse che insieme alla moglie Benno visiterà il Museo nei giorni 8 e 9 ottobre 2013 al mattino.
Questa è italianissima ma guardate il suo cappotto che meritava uno scatto. Il Museo del Bottone ?  …. l’incontro fra le varie culture del mondo …
Ricordiamo come sempre che il Museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10-12 alle 15-18 con ingresso e visita guidata anche in tedesco, francese ed inglese. Nei giorni lavorativi anche  l’inglese perché ora il Museo ha le stagiste della università della moda e parlano tutte l’ inglese.
Vi aspettiamo Gallavotti Giorgio 339 3483150. 

sabato 3 agosto 2013

AGOSTO: DI TUTTO E DI PIU'

Una volta noi Romagnoli dicevamo "Agosto amore mio non ti conosco" La vita del mare con tutto quello che girava attorno era un’ attrattiva, diciamo solo,  …. eccezionale. Indubbiamente come tutte le cose ogni "azione ha una reazione uguale e contraria". Io non posso trascurare quello che avviene attorno e dentro al Museo del Bottone se non si vuole una contrazione delle visite, almeno un piccolo post di agosto con tante novità è d’obbligo.
Il mese scorso con grande gioia mi è venuta a trovare Viola. Indossava con ostentazione  una bellissima collana di bottoni fatta con le sue mani. Ha seguito bene la visita al Museo e mi ha corretto quando io scambiavo i gelati per cocomeri o le farfalle per aeroplani. Ha lasciato la sua dedica sul libro “Viola, mi è piaciuto tantissimo e i miei preferiti sono i fiori“
La foto di gruppo con la mamma e il papà, due genitori veramente eccezionali, simpaticissimi e pieni di umanità e di energia, con cui ho passato una mattinata veramente gradevole ed interessante.
Bottone del 1700 con una lamina, di lega metallica,  leggera e sottile, lavorata a mano dal rovescio e ribattuta su un ...... 
.... supporto di legno, a cui sono stati fatti dei fori e inserito un cordoncino per creare un appiglio per poterlo cucire sulla veste. Il foro al centro è servito per la centratura del bottone.
Questi bottoni con la effige di Repubblica Italiana non so chi li ha portati al Museo e non so le persone che portavano queste bottoni (istituto, scuola, laboratorio di ricerche, tribunale, dipendenti dei ministeri, ecc. ). Fino agli anni 1960, primi 1970, quando in Italia le cose erano ancora al proprio posto, era obbligo in certe mansioni avere l’abbigliamento con i bottoni della Repubblica Italiana.
Bottoni gioiello fine 1800 – primi 1900 Metallo con strass e al centro bottone in filigrana con Turchesi. Eccezionali
Questo quadrettino è per la nuova Laureata Marta Gattoni, l’undicesima della serie con fiori romantici, Swarovski: le gioie della vita, e le coccinelle: un po’ di fortuna non basta mai.
La copertina del libro della tesi di Marta Gattoni, con la seguente dedica: "Al sig. Giorgio Gallavotti, che ha saputo con la sua gentilezza e pazienza guidarmi, nella stesura della tesi. Un caro abraccio milanese. Marta",  è a disposizione, come le altre, nella biblioteca del Museo, per tutti coloro che vogliono approfondire le problematiche del bottone. Penso che la prima stagista al Museo del Bottone Beatrice Morellini, che inizia martedì 06-08 ne approfitterà.
Questi bottoni sono appartenuti a vecchi vestiti di Madonne nelle Cellette Votive di Santarcangelo.
La Sig.ra Sancisi Paolina, assidua frequentatrice della mia merceria, bravissima sarta, ora scomparsa, ha rifatto i vestiti  e i bottoni me li ha consegnati per il Museo. Il primo, forse pietra dura, dovrebbe essere di metà 1800 gli altri dei primi 1900. I cinque con perla e l’ ultimo forse una galalite. Tutti con un sopporto di metallo lavorato.
Epoca ani 1960-1980 con supporto in metallo, finitura galvanica e galalite.

Per chiudere alcune frasi dei visitatori.
* Ancora una volta l’ Italia sa distinguersi per la sua unicità e bellezza. Sapessimo imparare ad amare l’ Italia  anche per queste cose !!!  Grazie per questa lezione di storia e originalità.
* Una esperienza splendida …… una vera educazione sentimentale, una lezione di storia.
* Abbiamo scoperto l’aspetto artistico, storico, sociale del bottone. Un grazie di cuore e complimenti.
* Veramente un pezzo di storia dinamica ed interessante. Quanti segreti in un bottone.
* Un viaggio meraviglioso nella storia attraverso i bottoni, raccontato in modo incantevole e divertente. Complimenti
* Come ogni anno siamo qui per vivere la magia di ogni bottone ..... che ci ha portato tanto amore e fortuna 8 di nome Giovanni e Matilde ), ci sposiamo il 27-07-2013. Grazie. Noi invece tantissimi auguri di eterna felicità

Ricordiamo che il Museo non va in vacanza ed è visitabile dal martedì alla domenica 10-12  16-18.30  21-23.30.  La domenica mattina e il lunedì lo si può visitare su appuntamento. 339 3483150,  Gallavotti Giorgio

BUONE VACANZE A TUTTI SIA A QUELLI CHE LE FANNO NEI LUOGHI TURISTICI  SIA  A QUELLI CHE LE TRASCORRANO IN CITTA'.
A risenterci in settembre